APRÈS UNE SEMAINE: RIFLESSIONI SULLA PRIMA SETTIMANA DEL TOUR

Bilancio e pagelle della prima settimana di Tour de France.

Tour de FranceDopo una settimana caratterizzata da tanta pianura ma anche dal pavé e dalle prime montagne i corridori si godono oggi un primo e meritato giorno di riposo. Sebbene sia ancora troppo presto per capire chi sarà il vincitore finale, dopo la tappa di ieri possiamo però già dire che uno dei protagonisti più attesi, Lance Armstrong, non sfilerà sui Campi Elisi in maglia gialla.

La prima settimana di gara presentava sulla carta non poche insidie e prendeva le distanze dal cliché per cui le prime tappe del Tour sono solo un modo per avvicinarsi alle montagne. Tuttavia le emozioni, che pure non sono mancate, non hanno mai raggiunto il livello dell’ultimo Giro d’Italia.Molto è dipeso dalle cadute dei primi giorni che hanno intimorito il gruppo e hanno portato allo sciopero nella tappa sulle Ardenne. Proprio la terza tappa, che avrebbe dovuto offrire al pubblico fuochi d’artificio, si è malinconicamente conclusa con un solo uomo in gara, Chavanel, e il gruppo che, trascinato dal carisma di Cancellara, ha invece deciso di procedere a velocità di crociera.

Il giorno dopo la Cervélo, che aveva tirato per Thor Husovd, ha polemizzato con Cancellara, accusando il corridore svizzero di aver sacrificato la maglia, non per garantire la sicurezza dei corridori, ma per aiutare Andy Schleck che, rimasto attardato, rischiava di compromettere il suo Tour. Effettivamente il gruppo ha aspettato il giovane atleta lussemburghese ma non ha fatto altrettanto con un secondo gruppetto di ritardatari fra cui c’erano anche Petacchi e Cunego. È altrettanto vero però che se i Cervélo non fossero stati d’accordo avrebbero potuto continuare fare la corsa ignorando le richieste di Cancellara e del resto del gruppo. Fortunatamente il giorno seguente la stupenda tappa, corsa su parte del percorso della Parigi – Roubaix e vinta proprio dal norvegese Husovd, ha spazzato via le polemiche

Il punto sulla classifica

Dopo le prime montagne la situazione è ancora apertissima. I distacchi fra i migliori quindici corridori sono assai ridotti, basti pensare che fra la maglia gialla Evans e Vinokurov, il quindicesimo, intercorrono solamente 3 minuti e 5 secondi. Contador ha dato l’impressione di volersi un po’ nascondere ma resta ancora il favorito. Scorrendo la classifica però l’attenzione non può non cadere sull’assenza del texano Lance Armstrong.

TOP: Cadel Evans. Campione del mondo in carica e grande protagonista al giro d’Italia, questo corridore australiano viene troppo spesso sottovalutato. Va forte a cronometro, grazie al suo passato di biker va forte sullo sterrato e sul pavé e soprattutto non ha dato segni di cedimento in salita. Senza suscitare clamori si è impossessato della maglia gialla e non sarà certo facile togliergliela.

FLOP: Lance Armstrong. Nonostante la troupe di Eurosport che lo segue ventiquattro ore su ventiquattro, non è certo iniziato nel migliore dei modi il suo ultimo Tour de France. Che non fosse più il cannibale della US Postal o della Discovery Channel lo si sapeva ma più che il crollo nella salita di ieri hanno stupito ancor più le numerose cadute in cui si è trovato coinvolto. Sfortunato invece per la foratura sul pavé. È probabile che ora si trasformerà in gregario di lusso per Leipheimer e andrà a caccia di un successo di tappa.

Il punto sulle volate

Dopo quattro volate a ranghi (quasi sempre) compatti il verdetto è chiaro: Mark Cavendish è il più forte. Le sue lacrime sul traguardo di Montargis lo hanno riabilitato. Tuttavia se vorrà vincere ancora dovrà avere il supporto totale della squadra e dare il meglio di sé poiché la concorrenza, (Hushovd, Ciolek, Boasson-Hagen, Farrar e soprattutto Petacchi) non può essere sottovalutata.

TOP: Mark Cavendish. Quando riesce a fare la volata è il più veloce ma Petacchi ha già approfittato due volte delle sue amnesie.

FLOP: Tyler Farrar. Ha problemi fisici e non riesce a essere competitivo.

La TOP 3 di Pianeta Sport

1° Sylvain Chavanel: Due grandi imprese, due vittorie di tappa, due giorni in maglia gialla senza questo combattivo francese il Tour 2010 sarebbe stato sicuramente più noioso.

2° Fabian Cancellara: Oltre ad aver vinto il prologo e trascinato Andy Schleck sul pavé (e sulle Ardenne) Cancellara è anche il leader incontrastato di questo gruppo. Armstrong ormai è stato spodestato; nonostante le polemiche sulla bici a motore non ci sono dubbi sul fatto che il nuovo front-man del ciclismo internazionale sia lui.

3° Alessandro Petacchi: A trentasei anni non è da tutti vincere due tappe al Tour. Petacchi con autorità e determinazione ha dimostrato che l’esperienza talvolta  può contare più della forza. Per il momento lui e Cavendish si sono divisi la posta ma non è escluso che lo spezzino possa ancora levarsi qualche soddisfazione nelle prossime due settimane.


Nicola Sbetti

TOUR: AD AVORIAZ I PRIMI VERDETTI, SCHLECK C’E’, LANCE NO

Andy Schleck vince la prima vera tappa di montagna del Tour, mentre è notte fonda per Lance Armstrong. Maglia Gialla a Cadel Evans

Andy SchleckDopo l’antipasto di ieri, il Tour de France affronta nella tappa odierna il suo primo arrivo in salita: si giunge a Morzine-Avoriaz, sulla montagna che in passato ha visto trionfare gente come Lucien Van Impe, Bernard Hinault e Piotr Ugrumov, al termine di 189 km senza un metro di pianura, con due salite di quarta categoria, una di terza e il Col de la Ramaz (prima categoria), oltre all’ascesa finale.

Sin dai primissimi chilometri molti corridori cercano di portar via la fuga buona, ma oggi si fa più fatica rispetto agli altri giorni: infatti, nonostante alcune cadute nei primi chilometri (tra i corridori coinvolti anche Cadel Evans),  i primi attaccanti vengono ripresi immediatamente, e solamente nella discesa del Petit Joux, la prima asperità di giornata, sette atleti riescono a fare il vuoto. Il primo a partire è Mario Aerts (Omega Pharma-Lotto), esperto passista belga, già vincitore di una Freccia Vallone; lo seguono Imanol Erviti (Caisse d’Epargne), navarro già all’attacco nelle prime tappe; Koos Moerenhout (Rabobank), trentasettenne olandese campione nazionale nel 2007 e nel 2009; Christophe Riblon (Ag2r-La Mondiale), pistard francese; Benoit Vaugrenard (Française des Jeux), ventottenne passista-scalatore; e infine la coppia in forza alla Cofidis composta da Amaël Moinard e Sébastien Minard. Sulla Ramaz, quando il vantaggio dei fuggitivi si aggira ancora sui 3’30’’, restano davanti solo Moerenhout, Aerts e Moinard, mentre gli altri cedono di netto. E sul primo vero colle di questo Tour, c’è anche la prima vera sorpresa: infatti, Lance Armstrong (Team RadioShack), forse complice anche una dolorosa caduta poco prima dell’ascesa, si stacca dal gruppo di Contador, Basso e gli altri “big” di classifica, e, scortato fedelmente da Janez Brajkovic, perde svariati minuti e con essi le sue chance di vincere la sua ottava Grande Boucle.

Sull’ultima salita gli Astana fanno un ritmo infernale, riagganciando gli ultimi fuggitivi ai meno 5 grazie alle trenate di Tiralongo, Vinokourov e Navarro. Quando si sposta anche quest’ultimo,  pare che Contador sia prossimo all’attacco ma in realtà, per un paio di chilometri, ci sono solo tentativi poco decisi da parte di Gesink, ben rintuzzati dagli altri favoriti: si stacca solamente il britannico Bradley Wiggins, con lo stesso Basso che sembra più volte vicino a mollare, ma alla fine chiuderà con i migliori. Lo scatto decisivo, per quanto non possa ovviamente creare grandi distacchi, lo fanno Andy Schleck (Saxo Bank) e Samuel Sánchez (Euskaltel-Euskadi), che guadagnano una manciata di secondi sul gruppetto: il lussemburghese ha la meglio nello sprint a due, vincendo la sua prima tappa al Tour de France. Venticinque anni, già a podio sia al Giro che al Tour, il fratello di Frank sembra avere trovato la mentalità giusta per imporsi definitivamente a questi livelli, ma ovviamente saranno i Pirenei i giudici finali sulle sue possibilità. La maglia gialla, complice il crollo preventivato di Chavanel, passa sulle spalle del campione del mondo Cadel Evans. Per la cronaca, Armstrong arriva proprio insieme all’ormai ex leader della corsa, a quasi 12’ dal vincitore.

Domani la Grande Boucle godrà del primo giorno di riposo: si riprenderà martedì col traguardo a Saint Jean de Maurienne, dopo quattro salite molto impegnative, comunque lontane dalla conclusione.

Domenica 11 luglio 2010
Tour de France, ottava tappa
Station des Rousses – Morzine-Avoriaz (189 km)

ORDINE D’ARRIVO:

Ciclista Squadra Tempo
1. Andy SCHLECK Saxo Bank 4h54’11”
(media 38,5 km/h)
2. Samuel SÁNCHEZ
Euskaltel-Euskadi stesso tempo
3. Robert GESINK
Rabobank a 10″
4. Roman KREUZIGER
Liquigas-Doimo stesso tempo
5. Alberto CONTADOR Astana stesso tempo

9. Ivan BASSO Liquigas-Doimo stesso tempo

CLASSIFICA GENERALE:

Ciclista Squadra Tempo
1. Cadel EVANS
BMC 37h57’09”
2. Andy SCHLECK Saxo Bank a 20″
3. Alberto CONTADOR
Astana a 1’01”
13. Ivan BASSO
Liquigas Doimo a 2’41”

MAGLIA VERDE (punti):

Ciclista Squadra Punti
1. Thor HUSHOVD Cérvelo 118
2. Alessandro PETACCHI Lampre-Farnese Vini
114
3. Robbie MCEWEN
Team Katusha 105

MAGLIA A POIS (montagna):

Ciclista Squadra Punti
1. Jérôme PINEAU Quick Step 44
2. Sylvain CHAVANEL
Quick Step 36
3. Andy SCHLECK
Saxo Bank 30

MAGLIA BIANCA (giovani):

Ciclista Squadra Tempo
1. Andy SCHLECK
Saxo Bank 37h57’29”
2. Roman KREUZIGER
Liquigas Doimo a 1’25”
3. Robert GESINK
Rabobank a 2’17”

Marco Regazzoni

TOUR: SULLE PRIME MONTAGNE NUOVA IMPRESA DI CHAVANEL

Sylvain ChavanelDopo una settimana di corsa, il Tour de France assaggia finalmente le grandi montagne: quest’anno le Alpi vengono affrontate per prime, anche se saranno i Pirenei, da scalare nella seconda metà di corsa, ad offrire le ascese più impegnative. I 166.5 km tra Tournus e Station des Rousses presentano sei gran premi della montagna: nei primi cento chilometri, due di terza categoria e uno di quarta; nel finale, tre di seconda categoria, ovvero la Côte du Barrage Vauglans (scollinamento a 57 km dal traguardo), il Col de la Croix de la Serra (-30 km) e infine la Côte de Lamoura, 14 km di ascesa al 5% di pendenza media, con la vetta posizionata a 5000 metri dall’arrivo. Il paese dove si conclude la tappa, Station des Rousses, è una stazione sciistica situata nel cuore del Giura, a pochi passi dalla Svizzera, e ospita il Tour de France per la prima volta nella storia.

Ancora una volta, appena il direttore di corsa Preudhomme sventola la bandiera che dà il via alla frazione, si scatena la bagarre. Cinque corridori riescono sin da subito ad avvantaggiarsi: si tratta della maglia a pois Jérôme Pineau (Quick Step), intenzionato a difendere la sua divisa di miglior scalatore; del valente passista tedesco Christian Kness (Team Milram); del francese Samuel Dumuolin (Cofidis), 158 cm di grinta e velocità; dell’esperto tedesco Danilo Hondo (Lampre-Farnese Vini), apripista di Petacchi nelle volate e vincitore di due tappe al Giro d’Italia 2001; e del basco Rubén Pérez, corridore completo in forza alla Euskaltel-Euskadi. Il gruppo inizialmente lascia fare, l’unico atleta che tira con un certo vigore è Stuart O’Grady, gregario della maglia gialla Cancellara alla Saxo Bank. Successivamente, è la BBox Bouygues Telecom, squadra esclusa dalla fuga iniziale, a prendere in mano le redini della corsa, facendo scendere il vantaggio dei fuggitivi, per preparare l’attacco del capitano Thomas Voeckler, che avviene puntualmente sulle rampe della Croix de la Ferra: seguendo l’azione del campione nazionale francese, una decina di atleti esce dal gruppo, tra i quali Rafael Valls (Footon-Servetto), Juan Manuel Garate (Rabobank) e Damiano Cunego (Lampre-Farnese Vini). Nel giro di pochi chilometri, questo plotoncino raggiunge i fuggitivi, che si staccano ad uno ad uno, ma viene a sua volta raggiunto da un’azione straordinaria di Sylvain Chavanel (Quick Step), già vincitore della seconda tappa. Lo stesso Chavanel, incurante del caldo asfissiante, saluta la compagnia sull’ultima ascesa, mentre nel gruppo principale la maglia gialla Fabian Cancellara, dopo lunghi chilometri passati a fare da elastico, perde definitivamente contatto, accumulando minuti su minuti: anche il secondo in classifica Geraint Thomas (Team Sky) cede, mentre tutti i big resistono senza fare azioni significative. Chavanel va così a compiere l’impresa forse più straordinaria della sua carriera: vince per la seconda volta una tappa in questo Tour (la terza della carriera), riconquistando quella maglia gialla che aveva perso a causa delle forature sul pavé di Arenberg. Un’impresa ancora più grande se si pensa che questo corridore, all’ultima Liegi-Bastogne-Liegi, aveva rimediato una commozione cerebrale e diverse fratture dentarie che avrebbero potuto compromettergli l’intera stagione. Per la sua squadra, la Quick Step, una giornata da incorniciare, visto che il compagno Jérôme Pineau rafforza il primato nella classifica dei gran premi della montagna.

Domani è il giorno del primo arrivo in salita: 189 km da Station des Rousses a Morzine, attraverso due salite di quarta categoria, una di terza, il Col de Ramaz (prima categoria, vetta ai -30) e il traguardo di Morzine, al termine di un’ascesa lunga oltre 13 km al 6.1% di pendenza media.

Sabato 10 luglio 2010
Tour de France, settima tappa
Tournus – Station des Rousses (165.5 km)

ORDINE D’ARRIVO:

Ciclista Squadra Tempo
1. Sylvain CHAVANEL Quick Step 4h22’52”
(media 37,8 km/h)
2. Rafael VALLS FERRI
Footon-Servetto a 57″
3. Juan Manuel GARATE
Rabobank a 1’27”
4. Thomas VOECKLER
Bbox Bouygues Tel. a 1’40”
5. Mathieu PERGET Caisse d’Épargne stesso tempo

10. Eros CAPECCHI Footon-Servetto a 1’47”

CLASSIFICA GENERALE:

Ciclista Squadra Tempo
1. Sylvain CHAVANEL
Quick Step 33h01’23”
2. Cadel EVANS BMC a 1’25”
3. Ryder HESJEDAL
Garmin a 1’32”
27. Ivan BASSO
Liquigas Doimo a 4’06”

MAGLIA VERDE (punti):

Ciclista Squadra Punti
1. Thor HUSHOVD Cérvelo 118
2. Alessandro PETACCHI Lampre-Farnese Vini
114
3. Robbie MCEWEN
Team Katusha 105

MAGLIA A POIS (montagna):

Ciclista Squadra Punti
1. Jérôme PINEAU Quick Step 44
2. Sylvain CHAVANEL
Quick Step 36
3. Mathieu PERGET
Caisse d’Epargne 28

MAGLIA BIANCA (giovani):

Ciclista Squadra Tempo
1. Andy SCHLECK
Saxo Bank 33h03’18”
2. Roman KREUZIGER
Liquigas Doimo a 1’15”
3. Rafael VALLS FERRI
Footon-Servetto a 1’44”

Marco Regazzoni

TOUR: IL BIS DI CAVENDISH

Ultimo traguardo per i velocisti colto da Cavendish che conquista la sua dodicesima vittoria al Tour de France

Mark CavendishLa sesta tappa, la più lunga di questo Tour, ben 227,5 Km, vede trionfare nuovamente il favorito numero uno: Mark Cavendish. Ieri le sue lacrime dopo la vittoria l’avevano riportato in auge dopo che, un inizio di stagione deludente e i suoi comportamenti al giro di Svizzera, avevano fatto scendere ai minimi termini la sua popolarità e la sua reputazione.

Dopo due tappe completamente piatte la strada che da Montargis porta a Gueugnon, città che, per la prima volta nella sua storia, ospita l’arrivo della ‘Grande Boucle’, si presenta più vallonato con quattro gran premi della montagna di quarta categoria. Le quattro asperità da affrontare sono la côte de Bouhy, la côte de La Chapelle-Saint-André, la côte des Montarons e, a soli 25 km dall’arrivo, la côte de la Croix de l’Arbre.

Nessun ritiro da segnalare, si riparte quindi nuovamente in 188. Il via viene dato a mezzogiorno e, come sempre è successo in questi giorni, scatta immediatamente la fuga. I tre coraggiosi sono: il francese Mathieu Perget della Caisse d’Épargne, il basco Rubén Pérez Moreno dell’Euskaltel e il tedesco Sebastian Lang dell’Omega Pharma-Lotto. È lo spagnolo il meglio messo in classifica con un distacco di 8’07’’ da Cancellara.

I fuggitivi guadagnano in fretta un buon margine costringendo gli uomini dell’ HTC Columbia, vogliosi di arrivare allo sprint per bissare il successo di ieri, a sacrificare uomini nell’inseguimento fin dai primi chilometri. Sono gli HTC e non i Saxo Bank ad assumersi l’onere dell’inseguimento anche perché Cancellara alla partenza aveva strategicamente dichiarato: “mantenere la maglia non è la priorità”. Tuttavia quando dopo 60 km di corsa i fuggitivi hanno raggiunto la soglia critica degli 8 minuti di vantaggio, anche la Saxo Bank, specialmente con O’Grady, si è affiancata alla squadra statunitense per dare il suo contributo.

Le nuvole che hanno accompagnato gli atleti per tutta la corsa hanno garantito solo inizialmente una giornata più fresca rispetto a quella di ieri. Dopo aver affrontato la prima côte il gruppo si mette a tirare con costanza, anche gli Astana  fanno una comparsata davanti; nel complesso però tira molto di più l’Htc della Saxo Bank il cui unico interesse è di tenere sotto gli otto minuti il distacco. A ragion veduta le squadre dei velocisti temono Cavendish e tendono a preservare le energie per gli ultimi chilometri; tutti gli altri invece se ne stanno tranquillamente a ruota aspettando le montagne di domani.

Gli otto minuti diventano sei, poi continuano a diminuire in modo impercettibile ma costante. A 50 km dall’arrivo il distacco è di poco sotto ai due minuti. Il gruppo procede tranquillo ma la mancanza di concentrazione provoca una caduta che coinvolge, senza conseguenze, Boom (Rabobank), Arashiro (Bouygues Telecom) e ben tre corridori della Cofidis: Sébastien Minard, Amaël Moinard e Christophe Kern. Sull’ultima côte, a 25 km dall’arrivo, parte prima Dimitri Champion dell’AG2R, seguito poco dopo da Chartreau della Bouygues Telecom. I due francesi raggiungono il terzetto di testa. Perget saluta la compagnia, guadagna i punti del gran premio della montagna e prova un’effimera fuga solitaria. Con i fuggitivi controllati a vista, nel gruppo c’è un momento d’incertezza. La Rabobank avanza timidamente e anche la Lampre manda un uomo a tirare. Trascinato dalla determinazione di Champion il quintetto di testo prosegue la sua fuga restando per una decina di chilometri a bagnomaria con un distacco altalenante fra i 7 e i 20 secondi.

Il ricongiungimento avviene sotto l’arco dei 10 km anche se, paradossalmente, il contributo decisivo arriva grazie alle tirate delle squadre che puntano alla classifica generale. Negli ultimi chilometri infatti Astana, Radio Shack, Liquigas, Bmc cercano di tenere davanti i propri capitani mentre le squadre dei velocisti fanno fatica a costruire un treno.

A 5 Km dal termine Cervélo, Lampre, Garmin e Htc cercano ognuna di portare nella posizione ideale i propri capitani. All’ultimo chilometro gli uomini della Garmin si trovano in una posizione invidiabile con tre uomini al comando (Hondo della Lampre è in quarta posizione) e Farrar a ruota di Cavendish ma sia Dean che Hunter rinunciano a fare lo sprint. È ancora una volta Renshaw a pilotare in maniera sublime al secondo successo consecutivo lo sprinter dell’isola di Man. Farrar, secondo, al momento non ha la gamba per competere con il velocista inglese mentre Petacchi si è classificato terzo nonostante avesse perso la ruota di Hondo, che a quel punto avrebbe forse potuto fare lo sprint per conto proprio invece di rialzarsi.

L’Htc Columbia per come ha impostato la corsa merita assolutamente questo successo. Sette corridori si sono assunti l’onere dell’inseguimento, Renshaw ha lasciato Cavendish in una posizione invidiabile e il velocista britannico ha dato la stoccata decisiva.

Domani tappa da non perdere. Arrivano le montagne; si parte da Tournus e si arriva alla station de Rousses a quota 1168 metri, dopo un gran premio di 4° categoria, due di 3° e ben tre di 2° categoria l’ultimo dei quali situato a soli quattro chilometri dall’arrivo. È la prima possibilità per gli scalatori. Una tappa adatta anche a fughe da lontano; se in forma, un protagonista potrebbe essere Damiano Cunego.

Venerdì 9  luglio 2010
Tour de France, sesta tappa
Montargis – Gueugnon(227.5 km)

ORDINE D’ARRIVO:

Ciclista Squadra Tempo
1. Mark CAVENDISH HTC-Columbia 5h37’42”
(media 40,4 km/h)
2. Tyler FARRAR
Garmin
stesso tempo
3. Alessandro PETACCHI
Lampre-Farnese Vini stesso tempo
4. Robbie MCEWEN
Team Katusha stesso tempo
5. Gerard CIOLEK
Milram stesso tempo

CLASSIFICA GENERALE:

Ciclista Squadra Tempo
1. Fabian CANCELLARA Saxo Bank 28h37’30”
2. Geraint THOMAS
Team Sky a 20″
3. Cadel EVANS
BMC a 39″
47. Ivan BASSO
Liquigas Doimo a 3’20”

MAGLIA VERDE (punti):

Ciclista Squadra Punti
1. Thor HUSHOVD Cérvelo 118
2. Alessandro PETACCHI Lampre-Farnese Vini
114
3. Robbie MCEWEN
Team Katusha 105

MAGLIA A POIS (montagna):

Ciclista Squadra Punti
1. Jérôme PINEAU Quick Step 13
2. Mathieu PERGET
Caisse d’Épargne 12
3. Sylvain CHAVANEL
Quick Step 8

MAGLIA BIANCA (giovani):

Ciclista Squadra Tempo
1. Geraint THOMAS Team Sky 28h37’50”
2. Andy SCHLECK
Saxo Bank a 46″
3. Roman KREUZIGER
Liquigas-Doimo a 2’04

Nicola Sbetti

TOUR: A MONTARGIS IL RITORNO DI CAVENDISH

Ancora una tappa per velocisti al Tour de France: vince Mark Cavendish, all’undicesimo sigillo nella Grande Boucle.

Mark CavendishDopo il secondo successo di Petacchi, anche la quinta tappa in linea del Tour de France presenta un percorso adattissimo agli sprinter: i 187.5 chilometri tra Épernay e Montargis sono infatti piuttosto facili, se si eccettuano due gran premi della montagna di quarta categoria nella prima parte di corsa, dalle pendenze non certo proibitive. Montargis è un comune di medie dimensione situato nel centro della Francia, e la presenza di decine di ponti sui numerosi canali che attraversano la città gli hanno fatto guadagnare il soprannome di Venezia del Gâtinais, dal nome della vecchia provincia di cui faceva parte.

Da Épernay, in una giornata di caldo infernale senza un soffio di vento, non prende il via il basco Amets Txurruka (Euskaltel-Euskadi), caduto nella tappa di ieri. Ancora una volta, pochi minuti dopo la partenza scatta la fuga che caratterizzerà per lunghi tratta questa frazione: José Iván Gutiérrez (Caisse d’Epargne), Julien El Fares (Cofidis) e Jurgen Van de Walle (Quick Step) sono gli atleti che rompono gli indugi al sesto chilometro di corsa. Il primo è un esperto passista spagnolo, recente vincitore del titolo nazionale, al culmine di una carriera brillante che lo aveva fatto diventare vicecampione mondiale a cronometro nel 2005 e vincere due edizioni del Giro del Benelux nel 2007 e nel 2008; El Fares è un venticinquenne della Provenza, balzato alla notorietà con un’ottima Tirreno-Adriatico nel 2009; infine, Van de Walle, trentatré anni, vincitore finora di tre corse minori. Come ieri, è ancora il bielorusso Kanstantsin Sivtsov, compagno di Cavendish alla HTC-Columbia, a sobbarcarsi il grosso delle tirate in testa al gruppo: sotto la sua spinta, con la collaborazione di Stuart O’Grady (Saxo Bank), inizia a scendere il vantaggio dei fuggitivi, inizialmente schizzato oltre i sette minuti, tornando sotto controllo. Sivtsov, vincitore della tappa di Bergamo al Giro 2009, svolge per il secondo giorno consecutivo un lavoro veramente encomiabile, dimostrando di essere un preziosissimo compagno per un Cavendish fin qui deludente.

Quando il gruppo è a pochi secondi dagli attaccanti, lo spagnolo Gutiérrez, con le ultime energie, saluta i compagni di fuga con uno scatto deciso, ma l’implacabile plotone ripiomba su di lui ai 4 km dal traguardo. Come sempre, la Lampre di Petacchi, la Garmin di Farrar e la HTC di Cavendish preparano gli sprint dei rispettivi capitani negli ultimi chilometri, anche se non si forma un vero e proprio treno: lo spezzino, nelle curve conclusive, perde però qualche posizione di troppo, e poi, al momento della volata, viene chiuso dal rallentamento di Farrar, non ancora in condizioni ottimali; così, può tornare a gioire Mark Cavendish, dominatore assoluto tra i velocisti dello scorso Tour. Il venticinquenne dell’Isola di Man, residente nel pistoiese, coglie l’undicesimo successo alla Grande Boucle, precedendo il giovane tedesco Ciolek (Team Milram) e il sempre presente Boasson Hagen (Team Sky), con Cancellara che conserva senza patemi la maglia gialla.

Domani è in programma la sesta tappa in linea,  227.5 chilometri da Montargis a Gueugnon, con qualche difficoltà in più rispetto alla frazione odierna: infatti, i gran premi della montagna, pur sempre di quarta categoria, saranno quattro, di cui l’ultimo a 23 km dal traguardo, e questo terreno potrebbe favorire qualche attacco da lunga distanza per anticipare gli sprinter.

Giovedì 8 luglio 2010
Tour de France, quinta tappa
Épernay – Montargis (187.5 km)

ORDINE D’ARRIVO:

Ciclista Squadra Tempo
1. Mark CAVENDISH HTC-Columbia 4h30’50”
(media 41,5 km/h)
2. Gerald CIOLEK
Team Milram
stesso tempo
3. Edvald BOASSON HAGEN
Team Sky stesso tempo
4. José Joaquín ROJAS
Caisse d’Epargne stesso tempo
5. Thor HUSHOVD
Cervélo stesso tempo
8. Alessandro PETACCHI
Lampre-Farnese Vini stesso tempo

CLASSIFICA GENERALE:

Ciclista Squadra Tempo
1. Fabian CANCELLARA Saxo Bank 22h59’45”
2. Geraint THOMAS
Team Sky a 23″
3. Cadel EVANS
BMC a 39″
47. Ivan BASSO
Liquigas Doimo a 3’20”

MAGLIA VERDE (punti):

Ciclista Squadra Punti
1. Thor HUSHOVD Cérvelo 102
2. Alessandro PETACCHI Lampre-Farnese Vini
88
3. Robbie MCEWEN
Team Katusha 81

MAGLIA A POIS (montagna):

Ciclista Squadra Punti
1. Jérôme PINEAU Quick Step 13
2. Sylvain CHAVANEL
Quick Step 8
3. Rein TAARAMÄE Cofidis 8

MAGLIA BIANCA (giovani):

Ciclista Squadra Tempo
1. Geraint THOMAS Team Sky 23h00’08”
2. Andy SCHLECK
Saxo Bank a 46″
3. Roman KREUZIGER
Liquigas-Doimo a 2’01

Marco Regazzoni