IRB NATIONS CUP, SECONDA GIORNATA: L’ITALIA E’ L’UNICA BIG A NON CADERE

IRB Nations CupSeconda giornata dell’IRB Nations Cup, torneo disputato annualmente allo stadio Arcul de Triumf di Bucarest e voluto dall’International Board per permettere a squadre di seconda fascia come Romania e Georgia di misurarsi con le seconde squadre di alcune delle nazioni più importanti rugbisticamente. Nello specifico quest’anno stanno partecipando le rappresentative maggiori di Namibia, Romania e Georgia (sebbene quest’ultima sia stata definita una nazionale “depotenziata”) e le seconde squadre di Italia, Scozia e Argentina.

La nazionale italiana ha portato a casa una vittoria 21-3 contro i georgiani: un buon risultato considerando che i Lelos avevano battuto la Scozia ‘A’ di un punto nella prima giornata, ma una partita con veramente pochi contenuti tecnici. Le due squadre hanno commesso entrambe diversi errori e tante scelte tattiche sbagliate, rendendo l’incontro un noioso ping-pong di calci e di punizioni causate per impedire alla squadra avversaria di giocare. A parziale discolpa del XV azzurro si possono citare le alte temperature della capitale rumena (34°C) e la fisicità e aggressività che caratterizzano il rugby caucasico.

Bene dalla piazzola Luciano Orquera, apertura italo-argentina esclusa dalla nazionale dopo alcune discrete, ancorchè acerbe, prestazioni datate ormai cinque anni fa. Il numero dieci è stato l’autore di tutti i punti dell’Italia, giunti da sette calci piazzati, e solo in un’occasione ha mancato i pali. Soddisfatto a metà il tecnico della nazionale ‘A’ Gianluca Guidi: “Non è stata la gara che mi aspettavo”. Guidi ha sottolineato l’incapacità degli azzurri di chiudere in maniera netta l’incontro, ma si è comunque detto contento della vittoria e di puntare la nazionale rumena per aggiudicarsi per la prima volta il torneo. Nella prima giornata gli azzurri avevano rimontato i Jaguares, ovvero la seconda squadra della nazionale argentina.

Negli altri incontri del giorno una Scozia ‘A’ in crisi ha dovuto concedere la seconda sconfitta in due partite, stavolta alla Namibia, squadra in netta crescita i cui progressi rappresentano il buon tasso di sviluppo che sta dimostrando il rugby africano. I namibiani hanno portato a casa l’incontro per 23-20, dopo che gli scozzesi si erano riportati a distanza di tiro, costringendo gli avversari a resistere a un forcing prolungato a ridosso della propria area di meta. Risultato positivo anche per la Romania che, dopo la disfatta con la Namibia di pochi giorni fa, ha steso i Jaguares 24-8. Come nella partita dell’Italia, i punti dei rumeni sono arrivati solo dalla piazzola. Ottima prestazione per i rumeni, che han dominato la mischia chiusa e le ruck, costringendo gli argentini a commettere troppi falli, prontamente puniti dal piede di Dan Dumbrava prima, e di Florin Vlaicu poi.

ITALIA ‘A’ – GEORGIA 21-3 (12-0)
Stadionul National Arcul de Triumf, Bucarest (ROU)

ITALIA: Pace – Benvenuti (68′ Chiesa), Quartaroli, Pratichetti, Sgarbi – Orquera, Semenzato (49′ Toniolatti) – Erasmus, Minto (58′ Orlando), Barbieri – Pavanello E., Pavanello A. (c) (69′ Tveraga) – Chistolini (49′ Ravalle), Festuccia (64′ Giazzon), Muccignat (54′ De Marchi).

GEORGIA: Urjukashvili – Todua, Zibzibadze (c), Korkelia (54′ Khmaladze), Chkhikvadze – Kvirikashvili (61′ Guigauri), Samkharadze (61′ Rokhvadze) – Bolgashvili, Tavartkiladze, Sakvarelidze (47′ Koleishvili) – Mikautadze (58′ Uchava), Sutiashvili – Kakovin (58′ Sheklashvili), Natriashvili (59′ Dadunashvili), Dadunashvili (54′ Asieshvili).

Primo tempo: 7′ p. Orquera (ITA), 10′ p. Orquera (ITA), 34′ p. Orquera (ITA), 38′ p. Orquera (ITA).
Secondo tempo: 47′ p. Orquera (ITA), 49′ p. Orquera (ITA), 53′ p. Kvirikashvili (GEO), 59′ p. Orquera (ITA)

Ammonizioni: 7′ Chkhikvadze (GEO), 48′ Urjukashvili (GEO)

Arbitro: Marius Jonker (RSA)
Giudici di linea: Vlad Iordachescu (ROU), Andy MacPherson (SCO)

Damiano Benzoni

F1: CARTOLINA DA MONTREAL

Schumacher davanti a LiuzziLa Formula 1 lascia Montreal con avvenimenti meno esplosivi rispetto alla collisione turca tra Webber e Vettel, ma certo non meno interessanti. Pensiamo alla soddisfazione di aver ritrovato la piccola perla di Montreal nel panorama parecchio anonimo dei circuiti del calendario 2010; o al meritatissimo primo posto in classifica mondiale di Lewis Hamilton, ricercato e voluto a suon di rimonte furiose da fondo griglia e sorpassi da cineteca, nonostante si stesse creando intorno a lui un’aura da bello e impossibile al cospetto del compagno Button; o  alla – c’è da credere momentanea – pausa delle formidabili Red Bull; per non parlare della super prestazione di Alonso in grado di arrivare a pochi secondi dalla vittoria con una vettura che in altre mani non è sembrata  un granché.

Tutti aspetti positivi ed eccitanti? No, perché un fondo di malinconia viene al pensiero di quel tedesco sette volte campione del mondo che proprio non riesce a entrare nella realtà da corsa di questo combattutissimo 2010. free cloud server E chissà se mai ci entrerà.

Andrea Corbetta

PUGILATO: CAMMARELLE E I SUOI FRATELLI, UNA GENERAZIONE AL CAPOLINEA?

Roberto CammarelleL’argomento del giorno della boxe italiana è l’evidente flop della nazionale azzurra ai campionati europei in Russia. Una serie di bocciature sonore e senza appigli cui attaccarsi, così come è italica abitudine in questi casi. La sconfitta più clamorosa, la madre del fallimento europeo, è quella di Roberto Cammarelle, fuoriclasse azzurro dei supermassimi, due volte iridato a Chicago e Milano e perentoria medaglia d’oro olimpica a Pechino 2008. Che Cammarelle non perdesse un incontro dal 2007 è solo un dato eminentemente statistico. Tutta l’Italia pugilistica gli deve notevoli ringraziamenti, però il suo tempo sembra inevitabilmente volgere al termine. Può essere normale: a un certo punto l’età, le motivazioni, l’usura fisica e mentale possono inevitabilmente essere fattori preponderanti in un mondo come la boxe dilettantistica in cui altre realtà più attrezzate della nostra, Stati Uniti, Cuba, Russia, Ucraina tanto per citarne alcune, possono mettere in campo atleti validissimi e con una turnazione così veloce che la nostra federazione e il nostro intero movimento può solo sognarsi.

All’Europeo si è salvato il solo Picardi con il bronzo, per tutti gli altri solo pochissimi scampoli di boxe e tante evidenti sconfitte. A questo punto si necessita una serie riflessione, consona al bivio a cui ci si trova: si mandano i vari Russo, Valentino, Cammarelle e compagnia a fare i poliziotti di carriera o a tentare qualche esperienza professionistica e ci si affida a un ricambio totale che può fare esperienza al Mondiale del prossimo anno per essere (forse) pronto per Londra 2012? Oppure si insiste sull’usato sicuro dei soliti noti, esponendoli però a possibili figure cacine? Lo staff tecnico della federazione ha le conoscenze tecniche e personali per decidere al meglio. Dovessimo votare, saremmo decisamente per la seconda opzione. site not working Il che rimpinguerebbe anche l’anemico movimento professionistico, sempre che i vari di cui sopra volessero mettersi in gioco in questa esperienza, dove il gioco non gli varrebbe probabilmente nemmeno l’economica candela.

Andrea Bacci

CICLISMO – GIRO DEL DELFINATO, VINCE CONTADOR, QUASI FATTA PER BRAJKOVIC

Alberto ContadorProve di Tour de France al Giro del Delfinato con l’arrivo sulla celebre salita dell’Alpe d’Huez. Dopo 151 km Alberto  Contador vince la tappa anche se il vero trionfatore è indiscutibilmente Janez Brajkovic. Lo sloveno del Team Radio Shark, che nel 2009 era arrivato 2° al Giro del Trentino e 18° al Giro d’Italia, non ha mai ceduto di fronte agli attacchi del campione spagnolo rimanendo incollato alla sua ruota fino al traguardo. Addirittura, data la freschezza del ventiseienne sloveno, è ipotizzabile che i due, già compagni di squadra la scorsa stagione all’Astana si siano accordati per spartirsi tappa e maglia. Brajkovic resta così leader incontrastato grazie a un vantaggio di 1’ e 41’’ sullo stesso Contador. Salvo imprevisti domani, dopo l’ultima tappa, lo sloveno si aggiudicherà la corsa più importante della sua carriera.

Buona anche la prova del polacco della Liquigas Sylwester Szmyd rimasto a contatto con i primi fino agli ultimi due chilometri.

Nicola Sbetti

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VOLLEY: ITALIA A PUNTEGGIO PIENO NELLA WORLD LEAGUE

Dopo le sofferenze della qualificazione ai Campionati Europei del prossimo anno, la nazionale di Volley è partita con il piede giusto nella World League. Sebbene decimata dagli infortuni (Mastrangelo è fuori dalla qualificazione agli Europei, Savani si è fermato nel riscaldamento della seconda partita di World League, ieri si è bloccato Fei per un problema alla schiena), la squadra del ct Anastasi ha vinto nello scorso fine settimana le prime due partite con la Francia con i parziali di 3-0 e 3-2 e ieri sera, nel primo incontro con la Cina (il secondo sarà domenica alle 18 ad Ancona) schierando per la prima volta nella stagione Michal Lasko come opposto e sfruttando al massimo l’ottima condizione del centrale Buti e del martello Maruotti, ha ottenuto la terza vittoria del girone con un secco 3-0.

Dopo la partita di domenica, la prossima settimana vedrà l’ultima tappa casalinga contro la Serbia: venerdì alle 20 a Montecatini e domenica alle 20.30 a Firenze.

Massimo Brignolo

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