IL BRASILE E’ GIA’ IN FUGA

Maicon
Foto Ansa.it

Slovacchia e Nuova Zelanda impattano con lo stesso risultato uscito dal match degli Azzurri contro il Paraguay. I giochi nel gruppo dell’Italia, insomma, sono ancora tutti da fare. A passare in vantaggio sono gli slovacchi, che tutto sommato qualcosa di più meriterebbero, con un colpo di testa sotto misura portato da Vittek. A pareggiare il conto ci penserà quindi Reid, con un goal tutto sommato simile a quello precedentemente segnato dalla punta slovacca.

Nel girone di ferro di questi Mondiali, invece, interessantissimo il match che vede la Costa d’Avorio opposta al Portogallo: lo 0 a 0 che ne esce scontenta un po’ entrambe le squadre già costrette ad inseguire il Brasile, in serata vittorioso 2 a 1 sulla Corea del Nord, e quindi candidate ad essere eliminate già prima degli ottavi. Costa d’Avorio che, comunque, ben impressiona pur con un Droga a mezzo servizio. Riuscissero a passare questo girone davvero dai tratti proibitivi, quindi, potrebbero realmente essere Gli Elefanti a segnare un nuovo record per il calcio africano. Perché tutti se l’aspettano: una squadra del Continente Nero che arrivi almeno in semifinale nel corso del primo Mondiale africano della storia.

Francesco Federico Pagani

ALMANACCO DI SUDAFRICA 2010: 14 GIUGNO

GiornaliLa storia essenziale di Sudafrica 2010 attraverso i tabellini delle partite e le reazioni della stampa delle nazioni in campo: uno spaccato di cultura, emozioni, tecnica giornalistica e non per costruire un racconto non convenzionale della Coppa del Mondo 2010.


OLANDA-DANIMARCA 2-0 (primo tempo 0-0)

MARCATORI: aut. Agger (D) al 1′, Kuyt (O) al 40′ s.t.

OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhorst; Van Bommel, De Jong (dal 43′ s.t. De Zeeuw); Kuyt, Sneijder, Van der Vaart (dal 23′ s.t. Elia); Van Persie (dal 32′ s.t. Afellay). (Vorm, Boschker, Boulahrouz, Ooijer, Braafheid, Schaars, Babel, Robben, Huntelaar). All.: Van Marwijk.

DANIMARCA (4-4-1-1): Sorensen; Jacobsen, Kjaer, Agger, S. Poulsen; Rommedhal, Jorgensen, C. Poulsen, Enevoldsen (dall’11’ s.t. Gronkjaer); Kahlenberg (dal 28′ s.t. Eriksen); Bendtner (dal 17′ s.t. Beckmann). (Andersen, Christiansen, Kvist, Kroldrup, Mtiliga, J. Poulsen, Jensen, Tomasson, Larsen). All.: Olsen.

ARBITRO: Lannoy (Fra).

NOTE: spettatori 65 mila circa. Ammoniti De Jong, Van Persie e Kjaer per gioco falloso. Angoli: 6-2. Recupero: 0′ e 3′..

De Telegraaf Nordjyske

GIAPPONE-CAMERUN 1-0
(primo tempo 1-0)

MARCATORE: Honda (G) al 38′ p.t.

GIAPPONE (4-3-2-1): Kawashima; Komano, Nakazawa, Tanaka, Nagatomo; Hasebe (dal 43′ s.t. Inamoto), Abe, Endo; Matsui (dal 24′ s.t. Okazaki), Okubo (dal 36′ s.t. Yano); Honda. (Narazaki, Uchida, S. Nakamura, Tamada, Iwamasa, K. Nakamura, Konno, Morimoto, Kawaguchi). All. Okada.

CAMERUN (4-3-3): Souleymanou; Mbia, Nkolou, Bassong, Assou-Ekotto; Makoun (dal 30′ s.t. Geremi), Matip (dal 18′ s.t. Emana), Enoh; Eto’o, Webo, Choupo Moting (dal 30′ s.t. Idrissou). (Kameni, R. Song, A. Song, Nguemo, Bong, Chedjou, Mandjeck, Ndy, Aboubakar). All. Le Guen.

ARBITRO: Benquerenca (Portogallo)

NOTE: Ammoniti Nkolou (C) per gioco scorretto, Abe (G) per comportamento non regolare . Spettatori 30.620. Tiri in porta: 4-3 (1 traversa). Tiri fuori: 0-4. Angoli: 0-4. In fuorigioco: 4-2 . Recuperi: 2′ p.t.; 4′ s.t.

Sports Nippon Jornal de Desportos

ITALIA-PARAGUAY 1-1 (primo tempo 0-1)

MARCATORI: Alcaraz (P) al 39’ pt, De Rossi (I) al 18′ st

ITALIA (4-3-3): Gianluigi Buffon (1’ st Federico Marchetti); Gianluca Zambrotta, Fabio Cannavaro, Giorgio Chiellini, Domenico Criscito; Riccardo Montolivo, Daniele De Rossi, Claudio Marchisio (14’ st Mauro German Camoranesi); Vincenzo Iaquinta, Alberto Gilardino (27’ st Antonio Di Natale), Simone Pepe. Ct: Lippi.

PARAGUAY (4-3-3): Justo Villar; Carlos Bonet, Paulo Da Silva, Antolin Alcaraz, Claudio Morel; Victor Caceres, Cristian Riveros, Aureliano Torres (15’ st Jonathan Santana); Nelson Valdez (24’ st Roque Santa Cruz), Lucas Barrios (31’ st Oscar Cardozo), Enrique Vera. Ct: Martino.

ARBITRO: Benito Archundia (Messico)

NOTE: Ammoniti: Camoranesi (I), Caceres (P).

Gazzetta dello Sport Diario Cronica

Massimo Brignolo

F1: CARTOLINA DA MONTREAL

Schumacher davanti a LiuzziLa Formula 1 lascia Montreal con avvenimenti meno esplosivi rispetto alla collisione turca tra Webber e Vettel, ma certo non meno interessanti. Pensiamo alla soddisfazione di aver ritrovato la piccola perla di Montreal nel panorama parecchio anonimo dei circuiti del calendario 2010; o al meritatissimo primo posto in classifica mondiale di Lewis Hamilton, ricercato e voluto a suon di rimonte furiose da fondo griglia e sorpassi da cineteca, nonostante si stesse creando intorno a lui un’aura da bello e impossibile al cospetto del compagno Button; o  alla – c’è da credere momentanea – pausa delle formidabili Red Bull; per non parlare della super prestazione di Alonso in grado di arrivare a pochi secondi dalla vittoria con una vettura che in altre mani non è sembrata  un granché.

Tutti aspetti positivi ed eccitanti? No, perché un fondo di malinconia viene al pensiero di quel tedesco sette volte campione del mondo che proprio non riesce a entrare nella realtà da corsa di questo combattutissimo 2010. free cloud server E chissà se mai ci entrerà.

Andrea Corbetta

ALMANACCO DI SUDAFRICA 2010: 13 GIUGNO

GiornaliLa storia essenziale di Sudafrica 2010 attraverso i tabellini delle partite e le reazioni della stampa delle nazioni in campo: uno spaccato di cultura, emozioni, tecnica giornalistica e non per costruire un racconto non convenzionale della Coppa del Mondo 2010.


ALGERIA-SLOVENIA: 0-1

MARCATORE: 35′ st Koren

ALGERIA (3-4-1-2): Chaouchi; Bougherra, Yahia, Halliche; Kadir (37′ st Guedioura), Yebda, Lacen, Belhadj 6.5; Ziani; Matmour (35′ st Saifi); Djebbour (12′ st Ghezzal). (A disp.: Gaouaoui, Mbolhi, Mansouri, Boudebouz, Bellaid, Laifaoui, Medjani, Mesbah, Abdoun). All.: Saadane

SLOVENIA (4-4-2): S.Handanovic; Brecko, Suler, Cesar, Jokic; Kirm, Koren, Radosavljevic (42′ st Komac), Birsa (39’st Pecnik); Dedic (7′ st Ljubijankic), Novakovic. (A disp.: J. Handanovic, Seliga, Dzinic, Ilic, Khrin, Filekovic, Stevanovic, Mavri, Matavz). All.: Kek

ARBITRO: Batres (Guatemala)

NOTE: giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Spettatori: 40 mila circa. Angoli: 4-3 per l’Algeria. Espulso: 27’st Ghezzal per doppia ammonizione. Ammoniti: Radosavljevic, Komac, Yebda. Recupero: 1′ e 4’+1′.

Le Buteur Ekipa

SERBIA-GHANA 0-1
(Primo tempo 0-0)

MARCATORE: Asamoah Gyan (G) su rigore al 39′ s.t.

SERBIA (4-4-2): Stojkovic; Ivanovic, Vidic, Lukovic, Kolarov; Krasic, Stankovic, Milijas (dal 17′ st Kuzmanovic), Jovanovic (dal 31′ st, Subotic); Zigic (dal 25′ st, Lazovic), Pantelic. (Rukavina; Uriic; Tosic; Isailovic; Obradovic; Ninkovic; Petrovic; Mrdja; Kacar). C.t: Antic.

GHANA (4-2-3-1): Kingson; Sarpei, Gyan (dal 48′ st, Owusu Abeyie), Pantsil, Mensah; Annan, Tagoe; Ayew, Vorsah, Asamoah (dal 28′ st, Appiah); Boateng (dal 46′ st, Addy). (Agyei; Inkoom; Boateng; Muntari; Amoah; Ahorlu; Ayew; Adiyiah; Jonathan). C.t: Rajevac.

ARBITRO: Baldassi (Arg.)

NOTE – Spettatori 38.833. Ammoniti: Zigic, Vorsah, Lukovic, Kuzmanovic, Tagoe per gioco scorretto. Al 39′ s.t. espulso Lukovic per doppia ammonizione. Angoli 4-4. Recuperi 1′ p.t., 3′ s.t.

Sportski Zurnal Jornal de Desportos

GERMANIA-AUSTRALIA 4-0 (primo tempo 2-0)

MARCATORI: Podolski (G) all’8′, Klose (G) al 26′ p.t.; Müller (G) al 24′, Cacau (G) al 26′ s.t.

GERMANIA(4-2-3-1): Neuer; Lahm, Mertesacker, Friedrich, Badstuber; Khedira, Schwinsteiger; Müller, Özil (dal 28′ s.t. Gomez), Podolski (dal 35′ s.t. Marin); Klose (dal 26′ s.t. Cacau). (Wiese, Butt, Jansen, Aogo, Tasci, J. Boateng, Kroos, Kiessling, Trochowski). All.: Löw.

AUSTRALIA (4-4-2): Schwarzer; Wilkshire, Neill, Moore, Chipperfield; Emerton (dal 28′ s.t. Jedinak), Valeri, Grella (dal 1′ s.t. Holman), Culina; R. Garcia (dal 19′ s.t. Rukavytsya), Cahill. (Federici, Galekovic, Beauchamp, Milligan, Carney, Kewell, Vidosic, Bresciano, Kennedy). All.: Verbeek.

ARBITRO: Rodriguez (Messico).

NOTE: spettatori 62.660. Espulso Cahill (A) all’11’ s.t. per gioco scorretto. Ammoniti Özil e Cacau per comp. non reg., Moore per proteste, Neill e Valeri per gioco scorretto. Angoli 4-7. Tiri in porta 10-2. Tiri fuori 6-8. In fuorigioco 7-1. Recuperi 1′ p.t., 3′ s.t.

Hamburger Morgenpost Herald Sun

Massimo Brignolo

PUGILATO: CAMMARELLE E I SUOI FRATELLI, UNA GENERAZIONE AL CAPOLINEA?

Roberto CammarelleL’argomento del giorno della boxe italiana è l’evidente flop della nazionale azzurra ai campionati europei in Russia. Una serie di bocciature sonore e senza appigli cui attaccarsi, così come è italica abitudine in questi casi. La sconfitta più clamorosa, la madre del fallimento europeo, è quella di Roberto Cammarelle, fuoriclasse azzurro dei supermassimi, due volte iridato a Chicago e Milano e perentoria medaglia d’oro olimpica a Pechino 2008. Che Cammarelle non perdesse un incontro dal 2007 è solo un dato eminentemente statistico. Tutta l’Italia pugilistica gli deve notevoli ringraziamenti, però il suo tempo sembra inevitabilmente volgere al termine. Può essere normale: a un certo punto l’età, le motivazioni, l’usura fisica e mentale possono inevitabilmente essere fattori preponderanti in un mondo come la boxe dilettantistica in cui altre realtà più attrezzate della nostra, Stati Uniti, Cuba, Russia, Ucraina tanto per citarne alcune, possono mettere in campo atleti validissimi e con una turnazione così veloce che la nostra federazione e il nostro intero movimento può solo sognarsi.

All’Europeo si è salvato il solo Picardi con il bronzo, per tutti gli altri solo pochissimi scampoli di boxe e tante evidenti sconfitte. A questo punto si necessita una serie riflessione, consona al bivio a cui ci si trova: si mandano i vari Russo, Valentino, Cammarelle e compagnia a fare i poliziotti di carriera o a tentare qualche esperienza professionistica e ci si affida a un ricambio totale che può fare esperienza al Mondiale del prossimo anno per essere (forse) pronto per Londra 2012? Oppure si insiste sull’usato sicuro dei soliti noti, esponendoli però a possibili figure cacine? Lo staff tecnico della federazione ha le conoscenze tecniche e personali per decidere al meglio. Dovessimo votare, saremmo decisamente per la seconda opzione. site not working Il che rimpinguerebbe anche l’anemico movimento professionistico, sempre che i vari di cui sopra volessero mettersi in gioco in questa esperienza, dove il gioco non gli varrebbe probabilmente nemmeno l’economica candela.

Andrea Bacci