BILANCIO TECNICO DELLA PRIMA GIORNATA

Tattica

Cosa ha detto il primo turno dei gironi della Coppa del Mondo?

Nessuna squadra, anche se nettamente migliore dal punto di vista tecnico e fisico, lascia giocare l’1 contro 1 senza un raddoppio del centrocampista in zona centrale e della punta esterna in fascia. Questo porta ad un intasamento della fascia mediana del campo (e a questo eravamo abituati), ma soprattutto ad un isolamento dell’unica punta che deve fare i conti con almeno 3 uomini bloccati. Messe così le cose in questo Mondiale ci saranno pochi gol e soprattutto partite lente, frenate dalla difficoltà di guadagnare spazio libero inserendosi nello stesso.

Le asiatiche propongono squadre moderne nella concezione generale dell’assetto di squadra, con i calciatori mobili su tutta la superficie di gioco, con i terzini abili nella doppia ed un centrocampo irresistibile per capacità di interscambi, sovrapposizioni e movimento senza palla.

La migliore figura tra le grandi l’ha fatta la Germania. Löw ha preso l’attacco-Mourinho (4 punte mai immobili sul campo, con le ali a retrocedere sulla mediana, il centrale dietro la punta a pressare sul regista e la punta a svariare incontro e in largo) e lo ha ridefinito in relazione ai suoi uomini e alle loro caratteristiche. Ma questo attacco è solo la versione moderna di una meccanica di attacco-difesa molto antica, che proprio in Germania ha avuto la migliore vetrina.

Il calcio africano è in crisi nera. Non c’è innovazione in nessun elemento del gioco e i giovani non hanno prospettive.

Jvan Sica

F1: IL BALLO DELLE DEBUTTANTI

La Lotus di Jarno Trulli
Foto: Bryn Lennon/Getty Images)

Montezemolo non si è fatto troppi problemi nel giudicarle poco più di uno scherzo, salvo poi trovarsi a Montecarlo una delle sue amate rosse lottare all’ultimo sangue con una Virgin. La presenza di Lotus, HRT e Virgin, al via del campionato del mondo 2010 di Formula 1 è stato accolta da sorrisini di compatimento, se non avversione vera e propria. Dopo otto gare la situazione in qualche modo si è evoluta: Virgin certo è ancora alla ricerca di prestazioni e affidabilità; HRT ha ormai perso ogni speranza di essere competitiva per il 2010 e si è concentrata solo sull’affidabilità; ma per la Lotus qualcosa sta cambiando, e per loro si inizia a scorgere un punto luminoso in fondo al tunnel.

Già, perchè ormai i distacchi in prova da parte di Trulli e Kovalainen, da squadre come Williams e Sauber, non si contano più con i secondi, ma con i decimi, un’unità di misura da sempre più consona a un Gp di Formula 1. E allora diamo tempo a Lotus, HRT e Virgin di lavorare, imparare dai propri errori, e chissà che prima della fine dell’anno non ci scappi anche il miracolo del punto guadagnato da parte di una delle tre squadre.

Andrea Corbetta

ALMANACCO DI SUDAFRICA 2010: 16 GIUGNO

La storia essenziale della Coppa del Mondo di Sudafrica 2010 raccontata, giorno dopo giorno, partita dopo partita, attraverso i tabellini e le reazioni della stampa delle nazioni in campo: una carrellata di prime pagine che fornisce uno spaccato di cultura sportiva, emozioni, tecnica giornalistica e non, design editoriale che permette di costruire un racconto non convenzionale della Coppa del Mondo 2010.



HONDURAS-CILE 0-1 (0-1)

MARCATORE: 34′ pt Beausejour (C).

HONDURAS (4-2-3-1): Valladares; Chavez, Figueroa, Nunez (34′ st Martinez), Izaguirre; W. Palacios, Guevara (20′ st Thomas); Mendoza, Espinoza, Alvarez; Pavon (14′ st Welcome). (Canales, J.Palacios, Bernardez, D. Suazo, Garcia, Sabillon, Turcios, Escober). All.: Mendoza (Rueda squalificato).

CILE (3-3-1-3): Bravo; Isla, Medel, Ponce; Vidal (36′ st Contreras), Carmona, Millar (8′ st Jara); Fernandez; Valdivia (42 st’ M. Gonzalez), Beausejour, Sanchez. (Pinto, Fuentes, H. Suazo, Estrada, Orellana, Fierro, Tello, Paredes). All.: Bielsa.

ARBITRO: Maillet (Sey).

NOTE: angoli: 4 a 6 per il Cile. Recupero: 1′ e 3′. Ammoniti: Carmona, Fernandez e Palacios per gioco scorretto

La Tribuna La Nacion

SPAGNA-SVIZZERA 0-1

MARCATORI: Fernandes all’8′ s.t.

SPAGNA (4-1-4-1) Casillas; Sergio Ramos, Piqué, Puyol, Capdevila; Busquets (16′ st Fernando Torres); David Silva (17′ st Jesus Navas), Xabi Alonso, Xavi, Iniesta (32′ st Pedro); Villa. All. Del Bosque.

SVIZZERA (4-4-2) Benaglio; Lichtsteiner, Senderos (36′ pt Von Bergen), Grichting, Ziegler; Barnetta (47′ st Eggimann), Inler, Huggel, Fernandes,; Derdiyok (34′ st H. Yakin), Nkufo. All. Hitzfeld.

ARBITRO: Webb (Ing)

NOTE: Ammoniti: Ziegler, Grichting e H. Yakin per gioco scorretto, Benaglio per c.n.r.. Recuperi: 1′ p.t. e 5′ s.t.

AS Le Matin

SUDAFRICA-URUGUAY 0-3
(primo tempo 0-1)

MARCATORI: Forlan al 24′ p.t. e su rig. al 35′ s.t., A. Pereira al 49′ s.t.

SUDAFRICA (4-4-1-1): Khune; Gaxa, Mokoena, Khumalo, Masilela; Modise, Letsholonyane (Moriri dall’11’ s.t.), Dikgacoi, Tshabalala; Pienaar (dal 33′ s.t. Josephs); Mphela. (Ngcongca, Sibaya, Booth, Thwala, Davids, Parker, Nomvethe, Sangweni, Khuboni, Walters). All. Parreira.

URUGUAY (4-3-1-2): Muslera; M.Perreira, Lugano, Godin, Fucile (dal 25′ s. t. Fernandez); Arevalo, Perez (dal 46′ s.t. Gargano), A.Pereira; Forlan; Suarez, Cavani (dal 44′ s.t. S.Fernandez sv). (Castillo, Caceres, Victorino, Eguren, Abreu, Gonzalez, Scotti, Silva). All. Tabarez.

ARBITRO: Busacca (Svizzera).

NOTE: spettatori. Espulso Khune al 31′ s.t. per gioco scorretto; ammoniti Pienaar per comportamento non regolamentare, Dikgacoi per gioco scorretto. Angoli 3-4. Recuperi: 0 p.t., 5′ s.t.

La Republica Pretoria News

Massimo Brignolo

LA SCONFITTA DELLA SPAGNA CHIUDE IL PRIMO ROUND

Foto: Getty Images

Tutto avrei pensato tranne che di vedere la Spagna partire con una sconfitta a questo Mondiale. Intendiamoci, non che gli svizzeri li vedessi come carne da macello, ma di fronte alla tecnica sopraffina di una squadra come quella iberica, favorita assoluta alla vittoria finale, pensavo che nemmeno la quadratura elvetica avrebbe resistito. E invece, di riffa o di raffa, non hanno solo resistito ma sono riusciti a portarla a casa grazie ad una rete segnata ad inizio ripresa da Gelso Fernandez. Partenza quindi subito in salita per le Furie Rosse, già costrette ad inseguire il duo di testa. Perché non solo la Svizzera si è imposta, oggi. A farcela è stato anche il Cile, capace di regolare Honduras per 1 a 0 nel risultato ma ben più ampiamente sul campo.

In serata, poi, è iniziata la seconda giornata. Sogno praticamente già finito per i padroni di casa: il Sudafrica è stato infatti pesantemente sconfitto da una Celeste trascinata dal solito Forlan (doppietta per lui, terzo goal di Pereira). Con un punto in due partite, quindi, i Bafana Bafana sono già praticamente tagliati fuori dai giochi.

Francesco Federico Pagani

CICLISMO: IL GIRO DI SVIZZERA E’ ARRIVATO ALLA QUINTA TAPPA

Tony Martin
Foto: Watson/UCI

Al Giro di Svizzera, dopo cinque tappe,  la Maglia gialla resta sulle spalle di Tony Martin che l’aveva ottenuta lunedì, sfilandola per un solo secondo al trionfatore del cronoprologo Cancellara, quando a vincere era stato Frank Schleck.

Ieri il velocista della Lampre Alessandro Petacchi ha vinto in volata sul traguardo di Wettingen sfruttando abilmente una caduta occorsa a Cavendish (penalizzato di 30’’ per cambio di traiettoria) negli ultimi centro metri che ha anche coinvolto molti dei favoriti. Proprio per le conseguenze della caduta di ieri Haussler, velocista tedesco della Cervelo e vincitore della seconda tappa, non ha potuto oggi prendere il via.

La quinta tappa è stata vinta dal passista tedesco della Bmc Burghardt dopo 135 km di fuga. I fuggitivi, inizialmente cinque, sono riusciti ad avere la meglio sul gruppo che in alcuni tratti è apparso quasi disinteressato al ricongiungimento. Cancellara a tratti è parso più interessato a quello che stava succedendo in Sudafrica, dove la Svizzera ha sconfitto 1 a 0 la Spagna, che alla corsa.

Fra i cinque fuggitivi c’erano anche due italiani; Furlan però si è staccato in salita mentre il generosissimo Oss, quando Burghardt è scattato a poco più di un chilometro dalla fine, aveva già esaurito tutte le ultime energie e si è dovuto accontentare del gradino più basso del podio.

Nicola Sbetti